Conflict Across nasce dall'esperienza di ricerca e creazione sviluppata negli ultimi anni da also.known.as. (Simone Corso e Jovana Malinarić) intorno al progetto The Book of the New Words. Nel corso di un percorso che ha attraversato Italia, Bosnia Erzegovina e Croazia attraverso collaborazioni internazionali, residenze artistiche e pratiche di ricerca sul campo, il progetto ha progressivamente trasformato il conflitto da tema narrativo a dispositivo critico e drammaturgico.
La domanda che attraversa The Book of the New Words — "quando inizia davvero una guerra?" — ha aperto una riflessione più ampia sul modo in cui il conflitto abita il linguaggio, le relazioni, le istituzioni, i corpi e i processi di produzione culturale. Non soltanto guerra, quindi, ma anche percezione dell'altro, costruzione dell'identità, negoziazione dello spazio comune, amministrazione della memoria, traduzione, ascolto.
Da questa traiettoria nasce Conflict Across: un progetto internazionale di ricerca teatrale promosso da Sardegna Teatro nell'ambito del programma Boarding Pass Plus 2025-2026-2027 del Ministero della Cultura Italiano, sviluppato insieme a una rete di partner europei attivi in contesti segnati da divisioni, trasformazioni sociali e processi di riconciliazione: Sarajevo War Theatre (Bosnia&Erzegovina), Qendra Multimedia (Kosovo), New Ukrainian Drama (Ucraina), Home for Cooperation (Cipro), Peripetija Production (Macedonia) e Collective Ma'louba (collettivo di artisti siriani esuli in Germania).
also.known.as. cura il progetto mantenendo al suo interno anche un proprio percorso di creazione: The Book of the New Words si sviluppa così all'interno della stessa ecologia che il progetto genera, sullo stesso piano degli altri lavori selezionati. È una scelta che definisce il carattere della curatela: non una supervisione esterna e verticale, ma una presenza situata, che condivide le stesse condizioni di ricerca e le stesse responsabilità nei confronti del processo. Una curatela peer-to-peer, ancora rara nel panorama italiano.
Conflict Across non si propone di rappresentare il conflitto in maniera illustrativa, ma di attraversarlo come pratica, processo e spazio di interrogazione. Questa prospettiva ha guidato anche la costruzione dell'open call: su quaranta candidature pervenute, una shortlist di otto progetti è stata selezionata applicando i criteri stabiliti dal bando: qualità artistica, coerenza con il quadro progettuale, motivazione, vocazione alla mobilità transnazionale. Dalla shortlist, la selezione finale ha individuato due progetti, che insieme a The Book of the New Words compongono il programma. Nella scelta finale ha pesato anche la ricerca di un equilibrio tra linguaggi artistici differenti e una distribuzione di genere bilanciata tra i partecipanti.
I tre progetti compongono così una drammaturgia diffusa del programma: tre modalità differenti di osservare il conflitto, attraversarlo e renderlo percepibile — sviluppate non in parallelo, ma in un'ecologia condivisa tra pari.